Lilia Monti

Il mio arrivo alla Snia

Mi chiamo Lilia Monti e sono nata a Cesano Maderno nel dicembre del 1975. Mi sono trasferita alla Snia con i miei genitori nel 1985, quando hanno comprato casa nel Comune di Cogliate, all’Acna. La mia casa distava neanche un Km da dove sono vivo ora, sempre alla Snia. Prima di venire qui abitavamo a Seveso, in affitto, e il padrone di casa ventilava la necessità di riprendersi l’appartamento; nel frattempo è capitato che fosse in vendita questa casa all’Acna che poteva essere una buona soluzione per noi e così i miei hanno deciso di spostarsi. Da bambina il posto più vicino per incontrare gli amici e fare qualcosa era la Snia, in particolare l’oratorio. Ho fatto le elementari a Seveso perché abitavamo lì, mentre le medie a Cesano. Ero lontana e usavo il pullman della scuola. Ricordo tre pullman che passavano di due compagnie diverse: i Bonfanti e i Restelli. Poi alle superiori sono andata a Saronno e ho creato tutto un altro giro di amicizie, anche se le amicizie fatte qua da bambina sono quelle che mi sono portata fino adesso. Proprio tramite il giro di queste conoscenze ho incontrato il mio attuale compagno: amici di amici di amici. La maggior parte degli amici della Snia li ho conosciuti in oratorio la domenica pomeriggio o all’oratorio estivo. Molti si conoscevano già perché avevano fatto le elementari insieme alla Snia, ma creato il legame con la prima persona il resto è venuto da sè. Devo dire che mi sono inserita molto facilmente. Alcune di queste persone le frequento ancora con regolarità, altri, invece, non li vedo da tempo. La vita ha fatto sì che perdessimo di vista, ma devo dire che sono amici che quando ci incontriamo c’è ancora la stessa amicizia. Il trasferimento alla Snia è stato facilitato dal fatto che la mia vicina di casa, che aveva esattamente la mia stessa età, era diventata la mia prima amica. Eravamo nella stessa classe delle medie quindi siamo state insieme diversi anni. Lei conosceva altre persone per cui me le ha presentate. Si chiama Manuela, abitava sopra di me ed è stata la prima persona della mia età che ho conosciuto quando mi sono trasferita qui.

 

L’università e il lavoro

Dopo il liceo linguistico a Saronno sono andata all’Università Statale di Milano, dove ho fatto lingue. Anche all’università ho creato un giro di amiche e amici. Nella mia vita ho collezionato amicizie in tanti settori diversi: tanti gruppi, tanti periodi diversi e, fortunatamente, molti di loro sono rimasti anche con il passare degli anni.Ho scelto lingue, ma non so dire esattamente il motivo. Avevo però chiara questa idea: volevo fare assolutamente il linguistico. Adesso lavoro in un piccolo tour operator che organizza vacanze e viaggi studio sia per ragazzi sia per adulti. In passato mi sono spostata spesso per lavoro, a volte anche per 6 o 7 settimane. Adesso, anche a causa della crisi, viaggio un po’ meno. La necessità di viaggiare per noi dello staff è legata al numero di viaggiatori che abbiamo. Speriamo che la situazione cambi, anche se, devo dire, io non amo particolarmente andare in Inghilterra d’estate. Non mi piace per questioni climatiche: l’estate è molto fredda e, per me che adoro il caldo e il sole, soffro un po’ lasciare l’Italia a Luglio.Il lavoro che faccio mi piace, non so se è il lavoro che sognavo da piccola, perché non ho alcun ricordo di cosa sognavo da piccola.Mi piace il fatto che posso usare le lingue che è l’ambito in cui ho studiato; mi piace lavorare in un ambito giovane con la fascia di età scolare; mi piace che bisogna cercare di tenersi aggiornati su cosa interessa ai ragazzi: è divertente sentire il modo in cui parlano, come cambiano i modi di dire da un anno con l’altro, dalle diverse zone d’Italia.

 

La mia vita e il quartiere oggi

Adesso vivo alla Snia con il mio compagno. Avevamo preso in considerazione la possibilità di vivere a Cesano, Seveso o Seregno, che è il paese del mio compagno, ma poi abbiamo pensato che la soluzione migliore in quel momento era venire a vivere qui. In questo modo non mi sono allontanata troppo da mio padre e da mia sorella. Per coincidenza ho scoperto di abitare sopra l’appartamento in cui è nata mia madre. L’ho scoperto parlando con il fratello di mia mamma, che mi ha raccontato la storia. Confesso di non essere ancora andata a verificare, ma mio zio mi ha detto di a controllare sotto i cornicioni perché ancora dovrebbe esserci una qualche incisione che ha fatto lui da piccolo sporgendosi e grattando sotto il cornicione di casa sua. Non ho curiosità di vedere l’appartamento perché ovviamente non può più essere come quando è nata mia mamma e, sinceramente, è l’unico appartamento di cui non conosco gli inquilini. Mia mamma era della Snia, i miei nonni materni erano arrivati qui dalla Sicilia.I miei nonni paterni, invece, erano di Cesano. Il nonno aveva il negozio di calzolaio proprio davanti a Palazzo Borromeo, mentre la nonna paterna, che si chiamava Lilia come me, era ligure di Monterosso. L’idea che avevo del villaggio me la ero fatta ascoltando i vari racconti degli amici che vivevano qua alla Snia: pensavo fosse una sorta di Bronx. Si parlava di criminalità, persone poco raccomandabili, che non fosse un bel posto dove stare. Adesso che ci abito non so se era sbagliata già al tempo l’idea che mi ero fatta o se nel frattempo è cambiato qualcosa, ma io passo in queste strade a qualsiasi ora e non ho mai avuto paura. Arrivo, scendo dalla macchina, faccio il pezzettino a piedi, ma mai nessuna delle persone che ho incontrato finora mi ha dato la sensazione di possibile pericolo o di disagio. Vivo al centro del villaggio Snia e mi trovo benissimo. Ci sono una serie di lati negativi che però sono legati alla mia casa, cose che mi piacerebbero nella mia casa e che non ho: come il balcone. Trovo però che il quartiere sia trascurato. Se ci fossero fondi pubblici e se gli abitanti del quartiere avessero la possibilità economica di fare una serie di lavori, penso che il quartiere cambierebbe totalmente faccia. Inoltre, tende a essere un quartiere sporco per una cattiva educazione di tutti; purtroppo un posto sporco ti invoglia a sporcarlo di più. Non ti fai grossi problemi a buttare per terra qualcosa anche tu. Non essendoci altri posti per parcheggiare le macchine, non possiamo spostarle per la pulizia delle strade e l’accumulo di sporcizia crea una brutta sensazione. Per come la vedo io, il problema della Snia è principalmente di natura estetica. Dal punto di vista invece di vita mi piace. Il Villaggio mi piace sia perché le vie sono “nascoste” sia perché, essendoci una forte presenza di stranieri, c’è l’abitudine di stare in strada. Appena arriva l’estate ci sono frotte di bambini che giocano in strada, a nascondino, a ce l’hai, vanno in bicicletta. Mi piace anche il fatto che, quando fa caldo, si portino le sedie in strada e le persone si ritrovano a chiacchierare. Qui ci si trova il sabato mattina perché passa il camion della frutta. Lo stesso camion che passa da 50 anni: prima era il padre adesso è il figlio. Sono piccole cose, ma che danno in fondo la sensazione di un quartiere che è vivo. C’è gente per strada, ci sono i bambini che giocano, ci sono gli stranieri che la domenica mattina organizzano partite di cricket. Io lo trovo bellissimo.